Who?

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Massimo Ginestri, nasce nel 1970, anno in cui i Beatles si uniscono per l’ultima volta in studio incidendo “Let it be”, Gheddafi diventa premier della Libia, il Concorde vola per la prima volta, più di centomila dimostranti scendono in piazza a Washington contro la guerra in Vietnam, in Messico si svolgono i mondiali che passeranno alla storia.

Jimi Hendrix, che morirà pochi mesi dopo, i Doors (Ultima apparizione europea), gli Who, Jony Mitchell, Joan Baez, Miles Davis e molti altri artisti suonano al festival dell’isola di Wight.

Janis Joplin passa a miglior vita e il 31 dicembre Paul McCartney scioglie i Beatles in un aula di tribunale, gli anni sessanta restano un ricordo…

Insomma un Anno travagliato, ricco di storia, di musica e di fascino, la voglia di continuare a lottare per i diritti, la voglia di portarsi dietro l’eredità degli anni ’60 che sfocia però spesso in rivolte armate, gli anni dell’IRA, delle B.R. e dei gruppi armati, gli anni ’70 sono gli anni di piombo, gli anni in cui ci si ferma la domenica per l’austerity e le macchine restano parcheggiate nei cortili.

Sono questi gli anni in cui trascorro la mia adolescenza, gli anni in cui muore Elvis Presley, gli anni in cui la mia anima bianca e pura comincia a sporcarsi con gli schizzi della realtà, è  come stare in piedi ai bordi di una pozzanghera per cercare di guardare cosa c’è sul fondo, mentre le macchine ci passano dentro a folle velocità.

La scuola, le medie, il liceo, le tribolazioni la voglia di ribellione, l’incomunicatibilità con professori che non capiscono chi sei e che cosa vuoi (chi lo sa a quell’età), gli anni dei grandi amori e delle grandi delusioni, gli anni dell’amicizia senza limiti.

Gli amici, le storie, le esperienze comuni, si solidificano in quegli anni i rapporti veri, quelli di pochi amici che ti seguiranno sempre anche se dall’altro capo del mondo.

Il Rock, l’amore per la buona musica, il cinema, i sogni, le speranze, tre decenni che formeranno il mio spirito, che frantumeranno la mia anima, ricostruita pezzo dopo pezzo, raccogliendo i cocci sparsi ovunque.

L’università, il lavoro, le amarezze, le delusioni, gli abbandoni e il buio…la rinascita.

La voglia di uscire da una realtà che come una colla densa non ti lascia spazio per muoverti, per correre.

La maturità e l’insana curiosità, quella frenetica voglia di scrivere che ti proietta in un mondo che ti lascia libero sfogo che ti da la possibilità di vivere mille vite e continuare a sperare che un giorno forse, oltre il nulla, lì troverai ciò che hai sempre cercato.

Io sono questo.